Re: Dai retta a me... Riflessione da motociclista a motociclista
Ciao a tutti,
purtroppo l'argomento è molto interessante, quello della sicurezza e del comportamento. Ogni volta che parlo della moto finisco sempre per toccare la questione incidenti e via dicendo, anche perchè ogni fine settimana... . E tutte le volte dico sempre una cosa solo in apparenza superficiale: ho sempre amato le moto ma fino ai 30 anni mi sono sempre vietato di prendere la patente e solo perchè ero consapevole che mi piaceva andare veloce... con gli sci o in bici. Ad ogni caduta sulla neve, in gara o in allenamento mi dicevo: ma perchè? e poi ripartivo come prima; solo una tibia rotta m'ha un po' mutato, ma mica poi tanto. Si corre perchè correre è bello, esaltante e l'adrenalina da un sapore diverso a tutte le cose...e questo è tremendamente comune. é qualcosa che caratterizza l'uomo psicologicamente: scaricare l'energia latente sfidando da vicino il rischio e la morte: quanti miti, quanti racconti... sulla sfida dell'uomo verso il destino. Quindi la velocità è qualcosa che fatalmente attrae. Ora, andare veloce può creare problemi per sè e/o per gli altri: ricordo un giorno di allenamento di supergigante: un mio collega uscì dal tracciato e investì una donna: sicurezza? quale sicurezza volete che ci sia in un tizio che a 80/90 km/h esce senza controllare gli sci? la casualità volle che quella povera donna passasse di lì... . Quindi il caso. Ho sempre pensato: se cado da solo o me ne vado contro una pianta, male che vada faccio male a me stesso ma quando in gioco, nel gioco delle circostanze, entra l'altro, tutto cambia; quindi in mancanza di certezza che nessuno rischiava, io non scendevo. La moto: ciò che la moto da e difficilmente ottenibile con altri mezzi allo stesso prezzo: con la er6n, al prezzo che sapete voi, si va a 100 in 4-5 secondi, volendo: prezzo e prestazioni sono parte del fascino, inutile negarlo: ecco che la disponibilità di questa pericolosa ebbrezza diventa il pericolo maggiore, quindi è assolutamente necessario ragionare, sapendo che l'orgasmo delle repentine accellerazioni è molto, ma molto pericoloso, eppure è molto facile. ecco perchè io ho preso la moto: ho una paura grandissima delle sue potenzialità; ho già preso una quantità abnorme di spaventi con altri "mezzi", così da essermi trasformato in un quasi fifone, comunque non interessato alla velocità. in tutta questa sbrodolata, aggiungo solo che non posso essere ipocrita: gli smanettoni, quelli che incontro nelle curve bresciane, li capisco: quel rischio, quel cuore che batte all'impazzata solo perchè la morte è vicina, me lo ricordo, ma non li giustifico per un motivo semplice: sulle strade ci sono GLI ALTRI! come io facevo le gare, così voi, preda del demone della velocità, andatevene in pista e sfogatevi, ma non sulle strade. non c'è rimedio ad una caratteristica umana, troppo umana, ma c'è la possibilità dello sfogo... non sicuro, ma almeno non omicida. vabbè. ciao a tutti
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