Discussione: Lettera a me stesso
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Vecchio 08/09/11, 13:46   #14
Absirto
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predefinito Re: Lettera a me stesso

ciao
io non ho mogli, fidanzata nč figli; mio papā č un forsennato ciclista e sci-alpinista... ma ad ogni uscita so che mi aspettano a casa. come ho giā scritto qui io la moto l'ho presa perchč mi sono sentito all'improvviso un ****sotto: tornavo dal lavoro in macchina, pioveva e superando un camion ho visto lo spartitraffico davanti a me, mi sono buttato a sx, tra lo sparti e la macchina che veniva dal lato opposto e poi sono rientrato finito lo sparti, prima del successivo, inserendomi tra questo e il camion (che proseguiva... con l'autista perplesso). mi sono fermato dopo qualche km e mi sono chiesto che stessi facendo. da allora mi sono sentito sgonfiare. quel che racconti, quella spinta verso la velocitā, l'adrenalina... me la ricordo bene: bei tempi quando facevamo a gara per chi faceva meno curve sul alcune nere, o nelle prove di discesa libera. io mi son rotto qualche ossa, qualche traumino alla testa, diverse paia di sci rotti... e si tornava su, al cancelletto di partenza per altri brividi. č bello correre, essere veloci... certo. ma ci sono gli altri, per strada, sulle piste, a casa... e alcuni aspettano.
ciō che mi conforta nella tua lettera a te stesso č la consapevolezza: ricordo un esempio fatto da Jung, circa un suo paziente; dai sogni lo psichiatra dedusse che il paziente aveva un forte desiderio di precipitare ma non ne era cosciente. faceva l'alpinista, č poi caduto e il suo compagno di cordata ha detto che non aveva fatto niente per attaccarsi e non cadere.
sai un po' di cose su di te, e penso che aprirai il gas con criterio, per te e per i tuoi.
ciao
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