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Vecchio 16/06/08, 15:50   #53
algor65
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predefinito Re: Allarme incidenti stradali per i motociclisti!!!

Stavolta scrivo qua non per postare di incidenti, ma per postare di un dibattito che si sta svolgendo a Cuneo, dove non so per quale ragione ci sono un sacco di motociclisti morti sulle strade ogni anno.

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Guard rail killer e moto. Anna Mantini (consigliere provinciale) scrive al Presidente della Provincia Costa


Non solo repressione, ma anche adeguamento strutturale delle strade per garantire una maggiore sicurezza a chi le percorre specie se a bordo di un veicolo a due ruote. La Consigliera provinciale di Alleanza Nazionale Anna Mantini torna, nella lettera che segue, sulla 'piaga' degli incidenti stradali, invitando a pensare a soluzioni utili a salvare la vita ai motociclisti.



"On.le Presidente,

colgo l’occasione dall’appello che hai lanciato dalle pagine della rivista il Duemila e dalla presentazione, che ha avuto luogo nei giorni scorsi in Provincia di due libri sulla sicurezza stradale - argomento che so starTi molto a cuore e sul quale, in questi anni del Tuo mandato di Presidente provinciale, hai attivato numerose lodevoli iniziative di sensibilizzazione, oltre la costruzione di ben 139 rotonde nel vasto territorio della nostra Provincia - per richiamare ancora una volta la Tua attenzione istituzionale sulla sicurezza dei motociclisti, categoria che a mio avviso appare un po’ discriminata dalle politiche attivate sul territorio. A questo proposito, nel Tuo programma elettorale, hai affermato che lo strumento più efficace sono la repressione e l’inasprimento delle pene e delle multe.

Può darsi che la repressione funzioni da deterrente in alcuni soggetti, ma c’è un aspetto che mi pare non sia ancora stato sufficientemente tenuto in considerazione ed è quello della 'sicurezza strutturale' delle nostre strade rispetto a questa tipologia di utenti. Oltre 10 mila contribuenti solo in Provincia di Cuneo, entusiasti della moto e dell'ambiente che la circonda, ma non altrettanto entusiasti, e spesso vittime, per strade ed infrastrutture costruite con standard di sicurezza degli anni '50, non rispettose del concetto di riserva di sicurezza. In Italia e nella nostra Provincia ogni anno vi è un numero di vittime pari a quello di una guerra, ma il peso sociale ed economico di questo dramma è ancora sottovalutato: 8.000 a livello nazionale tra automobilisti e motociclisti... di cui almeno il 50% evitabili!

I motociclisti, in gran parte giovani (ma non solo), spesso perdono la vita o restano gravemente invalidi a causa dei cosiddetti guard-rail assassini. Non è un caso che Daniel Pedrosa, vincitore del Gran Premio della Catalunya svoltosi domenica scorsa a Barcellona, abbia fatto il giro d’onore sulla pista, sventolando una bandiera raffigurante un motociclista tagliato in due, che simboleggia la protesta contro i guard-rail killer. Nelle riviste di settore ho letto molte volte di persone che, uscendo di strada in moto, hanno avuto la sfortuna di andare ad impattare contro i normali guard-rail. Nella migliore delle ipotesi si va a sbattere contro una barriera rigida (di acciaio) che in nessun modo attutisce il colpo. In alcuni casi invece le protezioni sono danneggiate da precedenti urti e presentano i bordi a spigolo vivo; è facile immaginare l’effetto che può provocare questa lama impropria su una persona.

Altro pericolo è quello di finire dopo una caduta sotto il guard-rail e rimanere lacerati dal suo bordo inferiore se non addirittura finire schiacciati contro i rigidissimi paletti di sostegno in acciaio. In ogni caso le attuali barriere stradali rappresentano un pericolo in più e non servono in alcun modo come protezione per un veicolo a due ruote. Se una moto viaggia a 60 chilometri orari e il corpo del conducente (o passeggero) la abbandona dopo l’impatto, la pur non elevata velocità con cui la persona sbalzata dal mezzo collide con un ostacolo fisso (piantone di guard-rail, muro in cemento - anche new jersey - albero o altro) viene a costituire una situazione di gravissimo pericolo per la vita, con conseguenze frequentemente purtroppo letali. Queste, lasciamelo dire, sono morti inutili, spesso avvenute a causa di urti banali – a bassa velocità – contro oggetti fissi, nei quali la forma dell’ostacolo o la sua posizione sulla piattaforma hanno inciso sulla perdita della vita più della velocità.

Le conseguenze più comuni sono di carattere amputativo: decapitazione, perdita di arti, o sfracellamento contro strutture inidonee alla ricezione di urti da parte di corpi umani, rimbalzati dopo la prima collisione con angoli tali da restare al centro della carreggiata – e quindi soggetti ad investimento – o sottoposti a decelerazioni troppo rapide per essere sopportate. La normativa italiana riprende una disposizione europea, la EN1317 del 1992. Il fatto è che si tratta di un precetto privo di sanzione: un vuoto legislativo incredibile, che di fatto legittima chi – e sono tanti – non si mette in regola. Secondo fonti accreditate, il 90% della rete stradale provinciale sarebbe da considerare, sul fronte delle barriere, non in regola, mentre il 65% circa della rete regionale sarebbe nelle stesse condizioni. Da notare, anche la mancanza di legge sul fronte della riqualificazione e della manutenzione: non c’è alcuna norma, infatti, che obblighi l’ente proprietario della strada a cambiare la barriera dopo un certo numero di anni: questo spiega il perché di tanta ruggine sui guard-rail.

E’ necessario e urgente che vengano sostituiti i modelli pericolosi con quelli di nuova concezione. L’obbiettivo minimo è che per lo meno le nuove installazioni vengano fatte con le nuove barriere (come sta avvenendo in Francia e Spagna e in alcune regioni italiane, fra le quali il Trentino Alto Adige). Queste ultime sono del tipo espressamente studiato per essere le più sicure possibili in caso di impatto di un corpo umano. Ve ne sono già molte in commercio: fondamentalmente sono più alte (coprono una superficie maggiore arrivando fino al suolo) e sono meno rigide (in questo modo, se colpite, si deformano e attutiscono il colpo). C'è uno spazio enorme di sana progettazione di sicurezza ancora da coprire, spesso senza aumentare di un euro i costi, perchè viaggiare sia sempre più un piacere e sempre meno un rischio! Confido pertanto nella Tua sensibilità e nella tempestività di un intervento significativo, perché oltre ad essere amministratori, siamo anche genitori e nonni e vogliamo dare un segnale forte e concreto per il raggiungimento dell’obiettivo di una maggiore sicurezza delle nostre strade e di una maggiore salvaguardia dell’incolumità dei loro utenti".

Con stima
Avv. Anna Mantini
Consigliere Provinciale


Chi vuole intervenire può inviare mail a direttore@targatocn.it


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Ultima modifica di algor65; 16/06/08 a 20:37
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